Categoria: General

Ida Wells

  • Assemblea Sabato 18.01

    muralesSabato 18 Gennaio 2014 dalle ore 14.30 all’Askatasuna, ingresso da Via Balbo. L’assemblea si svolgerà lo stesso giorno del mercato, perciò il mercato si concluderà alle ore13.

    Dalle ore 13 PRANZO CONDIVISO: produttori e consumatori offrono e portano da casa qualche manicaretto per passare un momento di convivialità e allegria.

    Ore 14.30 assemblea!

    L’ordine del giorno proposto una discussione sui temi:

    • prossimo Genuino Clandestino, incontro nazionale a Roma e campagna Terra Bene Comune (ed in particolare il coordinamento delle lotte per la difesa del territorio: No Tav, No Inceneritore, beni pubblici, No Ogm),
    • autocertificazioni/garanzia partecipata (molto probabilmente da farsi a gruppetti di affinità),
    • artigianato,
    • incontri tematici e laboratori: proposte pratiche.
    • varie

     

     

  • Merc 22 Gennaio – Presentazione Orto Sinergico

    orto

    AGGIORNAMENTO: data la bellissima, colorata e variegata partecipazione, abbiamo deciso di mettere su una mailing list per chi partecipa al corso, che si terrà ogni mercoledì dalle 18 alle 20, almeno per i primi incontri teorici

    Scrivete a orto.terrazappata [AT] gmail.com per info e iscrizione alla mailing list

    Vuoi conoscere o condividere esperienze e competenze su come funziona un orto?

    :: Consociazioni :: Pacciamatura :: Autoproduzione di preparati :: Compostaggio :: Irrigazione a goccia ::

    Un orto collettivo per produrre ciò che mangiamo e imparare a produrlo. (Walter)

    Abbiamo un bellissimo pezzo di terra che aspetta chiunque voglia ‘sporcarsi le mani’ perchè la sostenibilità economica e sociale passa anche dall’auto-produzione del cibo

    Il corso si concretizzerà in 5 incontri teorici e 5 pratici a partire da Febbraio, così in tarda primavera si potranno già avere i primi frutti… La frequenza, il giorno e l’orario degli incontri si deciderà durante la serata con le persone interessate a seguire il progetto.

    La serata di presentazione ha lo scopo di conoscerci e valutare le energie “in campo” interessate al corso ma anche a mantenere “vivo” l’orto successivamente.

    La creazione di un gruppo che lavori all’orto in modo costante ci sembra il modo più sostenibile per avviare questo progetto di auto-produzione del cibo.

    Venite a scoprire come anche in città chiunque possa godere e auto-prodursi il cibo buono!!

    AGGIORNAMENTI: data la bellissima, colorata e variegata partecipazione, abbiamo deciso di mettere su una mailing list per chi partecipa al corso, che si terrà ogni mercoledì dalle 18 alle 20, almeno per i primi incontri teorici

    Scrivete a orto.terrazappata [AT] gmail.com per info e iscrizione alla mailing list

  • 2 Febbraio – Una Babele di Semi

    Babele_feb_2014A.S.C.I. Piemonte vi invita ad
    Una Babele di Semi 

    giornata di festa, di SCAMBIO delle autoproduzioni di SEMI, marze, piantini, bulbi, pasta madre e saperi

    Cascina Roccafranca, via Rubino 45 ang. via Gaidano, TORINO

    Domenica 2 febbraio   2014, ore 9.30 – 16.00

    Sentiamo sempre più spesso parlare di BIODIVERSITA’ agricola, di mangiar sano, no OGM, di sovranità alimentare, di diritto al cibo. I riflettori mediatici cominciano a soffermarsi su un modo rurale che in molti pensavano (speravano?) ormai affondato. Invece no. I contadini ci sono ancora e sono ben intenzionati a tornare ad essere protagonisti di una storia millenaria, quella dell’umanità che per andare avanti deve cibarsi e lo vuole fare senza veleni.

    Nell’edizione 2014 della Babele di Semi, anche quest’anno la prima domenica di febbraio ed anche quest’anno presso la bella struttura della Cascina Roccafranca, ci incontriamo all’insegna della biodiversità in una giornata di scambio di nostre autoproduzioni: semi, marze, piantini, bulbi e pasta madre.

    Lo scambio di quanto si porta (munirsi di un tavolino) si svolgerà in termini di reciprocità, su piccole quantità, assumendoci così l’impegno per la riproduzione, in loco per favorirne l’adattabilità e la conoscenza delle caratteristiche, anche attraverso le informazioni, compilando la scheda del seme (allegata, riprodurne alcune decine ogni espositore), e delle migliori modalità di coltivazione. Come abbiamo sempre affermato la biodiversità agricola non è rappresentata solo dal materiale da ciò che si riproduce ma anche dalla conoscenza ad essa associata. Il materiale scambiato non è soggetto ad alcun tipo di proprietà intellettuale in quanto in pubblico dominio. Non si trateranno cioè varietà iscritte ai cataloghi commerciali e tanto la loro riproduzione quanto il loro scambio in modiche quantità non può essere considerato atto commerciale ma piuttosto un diritto universale esercitato dalle comunità.

    Accoglienza gruppo CONTADINI FRANCESI ore 9.30

    LABORATORI  – h 10 Il fagiolo di montagna

    -h 12 cuciniamo il fagiolo di montagna

    SPAZIO BIMBI durante tutta la giornata

    PRANZO autogestito e condiviso, portare vivande ed anche piatto/bicchiere/posate

     

    INFO ascipiemonte@tiscali.it

  • Stagione Invernale

    mercati-invernaliCon la stagione invernale, le verdure prendono la brina nei campi, le capre e le mucche fanno meno latte, le giornate si accorciano…. e anche i mercati cambiano orario, ma i prodotti sono sempre gli stessi: di stagione, a km zero e genuine !

  • Intervista a J.P.Stédile

    mstPolitica alimentare: il mondo non può essere un grande supermercato

    Siamo arrivati a 7 miliardi di esseri umani che abitano il pianeta. Più di metà di loro vive ammucchiata in grandi città. Distanti dai loro luoghi di origine. E per la prima volta nella storia abbiamo raggiunto la triste statistica di un miliardo di persone, affamate tutti i giorni. Ossia, il 14% degli esseri umani non ha diritto alla sopravvivenza . E tra essi migliaia di bambini e le loro madri muoiono ogni giorno.

    di João Pedro Stédile* (traduzione Antonio Lupo – Comitato Amigos MST Italia)

    Alla popolazione che riesce ad alimentarsi è stata imposta una standardizzazione dei prodotti alimentari. Quattrocento anni fa, prima dell’avvento del capitalismo, gli esseri umani si nutrivano con più di 500 specie diverse di piante.
    Cento anni fa, con l’egemonia della rivoluzione industriale, si sono ridotte a 100 le specie diverse di cibo, che dopo l’aratura passavano ai processi industriali. E da trent’anni, dopo l’egemonia del capitale finanziario nel mondo di oggi, la base di tutta l’alimentazione dell’umanità è rappresentata per l’80% da soia, mais, riso, fagioli, orzo e manioca.

    Il mondo è diventato un grande supermercato, unico. Le persone, indipendentemente da dove vivono, si nutrono della stessa dieta di base, fornita dalle stesse imprese, come se fossimo una grande porcilaia che aspetta, passivi e dominati, la distribuzione della stessa razione giornaliera.

    Una tragedia, nascosta tutti i giorni dai media al servizio della classe dominante, che si riempie con il banchetto di dividendi, profitti, conti bancari, champagne, aragoste. Sempre più obesi e disumanizzati. Rimpinzati di ingiustizia e iniquità. Perché ci troviamo in questa situazione?

    Perché il capitalismo come modo di organizzare la produzione, la distribuzione dei beni e la vita delle persone basata sul profitto e lo sfruttamento, si è impossessato dell’intero pianeta. E il cibo è stato ridotto ad un mero status di merce. Chiunque ha denaro può comprare l’energia per continuare a vivere. Quelli senza soldi non possono continuare a sopravvivere.

    E per fare soldi devi vendere la tua forza lavoro, se c’è qualcuno che la compra. Perchè circa 100 società transnazionali agroalimentari (come Cargill, Monsanto, Dreyfuss, ADM, Syngenta, Bungue, ecc.) controllano la maggior parte della produzione mondiale di fertilizzanti, prodotti chimici, pesticidi, le industrie agroalimentari e il mercato della vendita di questi prodotti alimentari.
    Perché ora, gli alimenti vengono venduti e speculati sulle borse internazionali, come una materia prima qualsiasi, come il minerale di ferro, petrolio, ecc. e grandi investitori finanziari diventano proprietari di milioni di tonnellate di cibo, su cui speculano aumentando i prezzi deliberatamente per aumentare i loro profitti. Milioni di tonnellate di soia, mais, frumento, riso, le colture prossime e quelle non ancora piantate del 2018, cioè cinque anni dopo, sono già state vendute. Questi milioni di tonnellate di grano, che non esistono, hanno già un padrone.

    Per fissare i prezzi del cibo non si seguono più le regole del costo di produzione, più i mezzi di produzione e la forza-lavoro. Ora sono determinati dal controllo oligopolistico che le società hanno sul mercato, imponendo lo stesso prezzo per il prodotto in tutto il mondo, e in dollari USA. E chi ha un costo di produzione maggiore di questo, va in bancarotta perché non può recuperare le proprie spese.

    Perché in questa fase di controllo sui beni del capitale finanziario, fittizio, che circola in tutto il mondo in proporzioni 5 volte più grande rispetto al suo equivalente in produzione (255.000 miliardi di dollari in valuta per solo 55 mila miliardi di dollari di beni annuali) le nostre risorse naturali come la terra, l’acqua, l’energia, i minerali, sono trasformati in pura merce sotto il loro controllo.

    Quindi c’è stata una enorme concentrazione della proprietà della terra, dei beni della natura e del cibo. E qual è la soluzione?

    In primo luogo abbiamo bisogno di rinegoziare in tutto il pianeta il principio che il cibo non può essere una merce. Il cibo è l’energia della natura (sole più terra, più acqua, più vento) che muove gli esseri umani, prodotti in armonia e collaborazione con gli altri esseri viventi che formano l’immensa biodiversità. Tutti dipendiamo da tutti, in questa sinergia collettiva di sopravvivenza e di riproduzione. Il cibo è un diritto di sopravvivenza. E quindi, ogni essere umano dovrebbe avere accesso a questa energia per riprodursi come essere umano, in maniera egualitaria e senza alcun vincolo.

    I governi hanno adottato il concetto di sicurezza alimentare, per spiegare questo diritto, e quindi dire che i governi dovrebbero fornire cibo ai loro cittadini. È un piccolo miglioramento rispetto alla subordinazione totale al mercato. Ma noi, dei movimenti sociali, diciamo che il concetto è inadeguato perché non risolve il problema, né della produzione alimentare, né della distribuzione e ancor molto meno del diritto. Perché non basta che i governi comprano cibo, o distribuiscano denaro con le “borse-famiglia” per permettere alla gente di comprare il cibo.
    Il Cibo continua ad essere trattato come merce, dando molto profitto alle aziende che lo forniscono ai governi. E le persone seguono ad essere dipendenti, subalterne, prima al mercato, ora ai governi.

    Noi sosteniamo il concetto di sovranità alimentare, che è il bisogno e il diritto che in ogni territorio, ci sia un villaggio, una tribù, un insediamento, una città, uno stato e anche un paese, ogni popolo abbia il diritto e il dovere di produrre il proprio cibo. E’ stata questa pratica che ha garantito la sopravvivenza dell’umanità, anche nelle condizioni più difficili. Ed è provato biologicamente che in tutte le parti del nostro pianeta si può produrre energia – cibo – per la riproduzione umana, a partire dalle condizioni locali.

    La questione fondamentale è come garantire la sovranità alimentare. E per questo abbiamo bisogno di difendere la necessità che in primo luogo tutti coloro che coltivano la terra e producono cibo, gli agricoltori, i contadini, abbiano il diritto alla terra e all’acqua. Come un diritto degli esseri umani. Da qui la necessità per l’assegnazione politico di beni della natura (terra, acqua, energia) tra tutti, in quello che noi chiamiamo riforma agraria.
    Dobbiamo fare in modo che ci sia la sovranità nazionale e popolare sui principali beni della natura.

    Non possiamo sottoporli alle regole della proprietà privata e del profitto. I beni della natura non sono i frutti del lavoro umano. E per questo lo Stato, in nome della società, deve sottoporli a una funzione sociale, collettiva, sotto il controllo della società.

    Abbiamo bisogno di politiche pubbliche governative che incoraggino la pratica di tecniche agricole di produzione alimentare, non predatrici della natura, che non utilizzino veleni e producano in armonia con la natura e la biodiversità e in abbondanza per tutti. Queste pratiche appropriate sono quelle che chiamiamo Agroecologia.

    Dobbiamo garantire il diritto che i semi, le diverse razze di animali e i loro miglioramenti genetici fatti dall’umanità nel corso della storia, siano accessibili a tutti gli agricoltori. Non ci può essere proprietà privata dei semi e degli esseri viventi, come ci impone la fase attuale del capitalismo, con le sue leggi sui brevetti, i transgenici e le mutazioni genetiche. I semi sono un patrimonio dell’umanità.

    Dobbiamo garantire che in ogni luogo, regione si produca il cibo necessario che la biodiversità locale fornisce, e mantenere così le abitudini alimentari e la cultura locale, anche come una questione di salute pubblica. Gli scienziati, i medici e biologi ci insegnano che l’alimentazione degli esseri viventi, per la loro riproduzione, sana, deve convivere con l’habitat e l’energia del luogo stesso.

    Abbiamo bisogno che i governi garantiscano l’acquisto di tutte le eccedenze alimentari prodotte dai contadini e utilizzino il potere dello Stato per garantire loro un reddito adeguato, e allo stesso tempo la distribuzione di cibo a tutti i cittadini.

    Dobbiamo impedire che le multinazionali continuino a controllare qualsiasi parte del processo di produzione dei fattori di produzione agricoli , della produzione e distribuzione degli alimenti.

    Abbiamo bisogno di sviluppare la trasformazione di alimenti (quello che viene chiamato agroindustria) in forma cooperativa sotto il controllo dei contadini e dei lavoratori.

    Abbiamo bisogno di adottare pratiche del commercio internazionale di prodotti alimentari tra i popoli basate sulla solidarietà, la complementarietà e lo scambio. E non più sull’oligopolio di aziende, dominate dal dollaro statunitense.

    Lo Stato deve sviluppare politiche pubbliche che garantiscano il principio che il cibo non è una merce, è un diritto di tutti i cittadini. E la gente vivrà in società democratiche, con i loro diritti minimi garantiti, solo se avrà accesso al cibo-energia necessario.

    Il cibo non è una merce, è un diritto!
    *Brasiliano, cittadino del mondo e membro di Vía Campesina e del MST

  • Progetto Autoproduzione Sementi Orticole

    Progetto Autoproduzione Sementi Orticole

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo una iniziativa su un tema che ci sta molto a cuore

    30 Novembre 2013 ore 14.30 Certosa del Gruppo Abele, Avigliana

    L’associazione Principi Pellegrini – DiVangAzioni organizzerà per il 30 di novembre 2013 la presentazione del Progetto Autoriproduzione Sementi Ortive per sollecitare l’interesse di quanti credono all’importanza della salvaguardia delle sementi orticole per la sicurezza alimentare, la produzione di verdure locali e la conservazione della biodiversita` in questo ambito. La presentazione di sabato 30 novembre 2013 sara` seguita da un corso di formazione specifico e permettera` di creare una rete di ortiCULTORI con  cui riprodurre la semente di una selezione di ortaggi. Le varieta` di ortaggi riprodotte speriamo cresceranno con gli anni, insieme alle competenze tecniche condivise ed al numero di ortisti coinvolti.

    scrivete a info@divangazioni.org,  per ricevere una bella locandina dell`evento!

  • AVVISO DI SFRATTO PER CASSA DEPOSITI E PRESTITI

    15 ottobre 2013 – Alcune decine di attivisti di varie realtà della società civile italiana questa mattina hanno consegnato un “avviso di sfratto” ai vertici della Cassa Depositi e Prestiti (CDP)

    http://www.recommon.org/